Il Dipartimento di Energia al Festival Internazionale dell’Ingegneria 2026
Lezioni divulgative, laboratori aperti e attività per bambini hanno raccontato al pubblico l’energia, il nucleare, la mobilità, l’acustica e le tecnologie per la transizione ecologica.
Dal 18 al 20 settembre 2026 i campus Leonardo e Bovisa del Politecnico di Milano hanno ospitato la sesta edizione del Festival Internazionale dell’Ingegneria, dedicata al tema “Ibridazioni. La forza generativa delle connessioni”.
La manifestazione si è conclusa con oltre 15mila presenze tra cittadini, studenti e famiglie e un programma di 196 appuntamenti, realizzato con il coinvolgimento di più di 150 docenti, ricercatori e dottorandi.
Il Dipartimento di Energia ha contribuito al Festival con lezioni divulgative, visite ai laboratori, dimostrazioni sperimentali e attività rivolte ai più piccoli. Un programma pensato per avvicinare pubblici diversi ai temi dell’energia e mostrare come la ricerca possa offrire strumenti concreti per comprendere e affrontare le trasformazioni in corso.
Dentro il motore Un viaggio tra pistoni suoni e magie meccaniche
Il professor Augusto Della Torre ha accompagnato bambine e bambini alla scoperta del funzionamento di un motore. Attraverso componenti reali e dimostrazioni dal vivo, i partecipanti hanno potuto osservare il movimento dei pistoni, l’apertura delle valvole e i meccanismi che costituiscono il “cuore” di automobili, aerei e navi.
L’esperienza ha permesso di avvicinarsi in modo concreto e giocoso a una delle invenzioni che hanno maggiormente trasformato la mobilità e la vita quotidiana.
Energia salute e innovazione Il ruolo centrale del nucleare nelle sfide del futuro
Nella sua lezione divulgativa, il professor Davide Bortot ha mostrato come le tecnologie nucleari non riguardino soltanto la produzione di energia, ma trovino applicazione anche nella medicina, nell’industria e nell’esplorazione spaziale.
L’incontro ha offerto al pubblico gli strumenti per comprendere una tecnologia complessa e spesso al centro del dibattito, evidenziandone il possibile contributo alla decarbonizzazione dei sistemi energetici, alla diagnosi e alla cura delle malattie e allo sviluppo di nuove soluzioni tecnologiche.
La transizione mette il turbo
La visita dedicata alle turbomacchine ha mostrato il ruolo di queste tecnologie nella transizione verso sistemi energetici più flessibili, distribuiti ed efficienti.
Il pubblico ha potuto osservare differenti tipologie di turbomacchine studiate sperimentalmente nel laboratorio e scoprire come vengono realizzati i loro gemelli digitali. Questi modelli consentono di analizzarne il comportamento fisico, migliorarne l’efficienza e sviluppare soluzioni compatibili con fluidi alternativi, come idrogeno, anidride carbonica e ammoniaca, e con la produzione di energia eolica offshore.
La conversione dell’energia LabX
Il tour di LabX ha portato i visitatori all’interno di un’infrastruttura nella quale vengono concepiti, progettati e ottimizzati sistemi di conversione e accumulo dell’energia, anche in collaborazione con le imprese.
Durante la visita sono stati presentati alcuni banchi sperimentali dedicati a una microrete multiprodotto, a una caldaia residenziale alimentata a idrogeno e ai contatori di portata per l’idrogeno. Il laboratorio permette inoltre di studiare elettrolizzatori, pompe di calore, frigoriferi ad assorbimento, sistemi cogenerativi e trigenerativi e tecnologie per la distribuzione del gas naturale e dell’idrogeno.
La corsa delle onde sonore
Nel Laboratorio di Acustica, il pubblico ha potuto conoscere le attività di ricerca dedicate alla riduzione del rumore e delle vibrazioni, al comfort acustico dei mezzi di trasporto e degli ambienti e allo studio dell’inquinamento prodotto dal traffico stradale e ferroviario.
Uno dei momenti centrali della visita è stato l’ingresso nella camera semianecoica, uno spazio rivestito con materiali altamente fonoassorbenti nel quale il suono viene assorbito anziché riflesso. I visitatori hanno inoltre osservato microfoni, strumenti di misura e il manichino binaurale HATS, Head and Torso Simulator, utilizzato per studiare il modo in cui le persone percepiscono i suoni.
Il magico mondo del suono
Il Laboratorio di Acustica ha proposto anche un percorso pensato per avvicinare i più piccoli al mondo dei suoni, dei rumori e delle vibrazioni.
Attraverso esperimenti con palloncini, strumenti musicali e il battito del cuore, bambine e bambini hanno potuto osservare fenomeni normalmente invisibili e scoprire come nascono e si propagano i suoni. La visita nella camera semianecoica e l’incontro con il manichino HATS hanno trasformato concetti scientifici complessi in un’esperienza accessibile e coinvolgente.
Il fotovoltaico per le città
MG2Lab e SolarTechLab hanno presentato una piccola città sperimentale del futuro, nella quale la produzione di elettricità e calore, il raffrescamento, la disponibilità di acqua potabile e la ricarica dei veicoli elettrici vengono integrati con fonti rinnovabili, tecnologie ad alta efficienza e sistemi di accumulo.
Durante la visita, un esperimento con i pannelli fotovoltaici ha permesso di osservare come cambia la produzione di energia al variare dell’intensità della radiazione solare, degli ombreggiamenti e dei filtri applicati alla superficie. Il pubblico ha così potuto comprendere il funzionamento dei moduli fotovoltaici e conoscere le attività di ricerca svolte sulle microreti e sui sistemi di gestione basati su algoritmi previsionali e intelligenza artificiale.
Ascoltare l’invisibile La radioattività e la fissione nucleare
Il Laboratorio di Misure Nucleari ed Elettronica ha aperto le proprie porte proponendo un percorso alla scoperta della radioattività e della fissione nucleare. L’esperienza è iniziata con la misura della radioattività naturale, offrendo lo spunto per raccontare come, alla fine dell’Ottocento, Becquerel e successivamente Marie e Pierre Curie portarono alla scoperta e allo studio della radioattività. Il percorso è poi proseguito con la scoperta del neutrone e con gli esperimenti di Enrico Fermi sui neutroni lenti, fondamentali per comprendere il successivo sviluppo della fissione nucleare. I visitatori hanno potuto “ascoltare” direttamente le interazioni dei neutroni, rendendo percepibili fenomeni normalmente invisibili e collegando le grandi scoperte della fisica nucleare alle moderne tecniche di misura.
Piccoli viaggiatori alla scoperta della mobilità urbana
Nell’ambito del progetto Crescere in movimento, crescere sostenibili, promosso e coordinato dalla Prof.ssa Michela Longo, si è svolto un workshop rivolto a bambine e bambini dai 6 ai 9 anni, pensato come un viaggio interattivo nel mondo della mobilità urbana. Immagini, oggetti reali, esempi e piccole dimostrazioni hanno accompagnato i partecipanti alla scoperta dei diversi mezzi di trasporto, aiutandoli a riflettere su come cambiano gli spostamenti in relazione alle distanze, ai percorsi e ai luoghi attraversati. Ogni bambino ha ricevuto un Passaporto sostenibile, con cui seguire le diverse tappe dell’attività e conservare un ricordo dell’esperienza. L’iniziativa è stata realizzata con il contributo del Comitato Territoriale Iren di Piacenza.
Edifici intelligenti e flessibili Il VeluxLab
Nel corso della visita al VeluxLab, laboratorio sperimentale dedicato agli edifici ad alta efficienza energetica, i ricercatori del Dipartimento di Energia e del Dipartimento di Architettura, Ingegneria delle Costruzioni e Ambiente Costruito hanno presentato le proprie attività nel campo dell’edilizia sostenibile.
Il pubblico ha potuto conoscere le ricerche sui sistemi di climatizzazione, sulla flessibilità energetica degli edifici e sul loro possibile contributo alla transizione energetica. Sono stati inoltre illustrati alcuni progetti dedicati all’efficienza dei data center, alla diagnosi automatica dei guasti, al controllo predittivo degli impianti e al monitoraggio dei consumi energetici, tra cui il progetto HyCool-IT presso l’edificio Z3.
La visita ha permesso anche di scoprire le tecnologie integrate nel VeluxLab, tra cui il sistema di gestione dell’edificio, l’impianto radiante per il riscaldamento e il raffrescamento, l’unità di trattamento dell’aria con recupero di calore e l’impianto fotovoltaico. Sono stati infine presentati i test condotti su uno scaldacqua elettrico nell’ambito del progetto MASE HomeThermFlex, finalizzati a studiare la flessibilità della domanda elettrica nelle abitazioni.
Collaborare per l’ambiente L’ingegneria incontra la filosofia e le scienze sociali
Il contributo del Dipartimento è proseguito domenica 20 settembre con la partecipazione di Diana Shendrikova all’incontro “Collaborare per l’ambiente: l’ingegneria incontra la filosofia e le scienze sociali”, dedicato alla presentazione del gruppo interdisciplinare META.
Nel suo intervento, intitolato “Perché una geopolitica dell’energia?”, Diana Shendrikova ha affrontato la relazione tra energia, equilibri internazionali e scelte collettive, mostrando la necessità di integrare competenze tecnologiche, sociali e umanistiche per interpretare le trasformazioni energetiche contemporanee.
La partecipazione al Festival ha permesso al Dipartimento di Energia di condividere con il pubblico attività, strumenti e luoghi della ricerca, creando occasioni di confronto diretto con persone di età e formazioni differenti. Dalle turbomacchine al fotovoltaico, dal nucleare all’acustica e alla mobilità, le iniziative hanno mostrato la varietà delle competenze necessarie per affrontare le sfide energetiche, ambientali e tecnologiche del futuro.
Il resoconto complessivo della sesta edizione è disponibile sul sito del Politecnico di Milano.











