Emanuela Colombo a Bruxelles per Enifor 2025
La docente del Dipartimento di Energia è intervenuta al Sustainability Talk “Alliances for Development”, dedicato al ruolo delle collaborazioni internazionali nel rafforzamento delle competenze e delle istituzioni locali.
Il 22 settembre 2026, a Bruxelles, Emanuela Colombo, professore ordinario del Dipartimento di Energia del Politecnico di Milano, Delegata della Rettrice alla Diplomazia scientifica e titolare della Cattedra UNESCO in Energy for Sustainable Development, ha partecipato all’incontro “Enifor 2025: Sustainability Talks – Alliances for Development”.
L’evento ha riunito rappresentanti di Eni, Commissione europea, Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, Fondazione AVSI, Organizzazione delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Industriale (UNIDO) e mondo accademico per approfondire il contributo delle alleanze tra università, imprese, istituzioni e organizzazioni della società civile ai processi di sviluppo.
Nel suo intervento, Colombo ha posto l’attenzione su ciò che dovrebbe rimanere al termine di un progetto di cooperazione: non soltanto attività realizzate, tecnologie trasferite o persone formate, ma soprattutto la capacità delle comunità e delle istituzioni locali di analizzare i problemi, elaborare soluzioni e continuare a innovare in autonomia.
Al centro della riflessione, il concetto di sicurezza della catena della conoscenza, che collega formazione, capacità di ricerca e innovazione per lo sviluppo sostenibile. Secondo Colombo, la mancanza di uno di questi elementi può generare dipendenza non solo dalle tecnologie sviluppate altrove, ma anche dai modi in cui problemi, priorità e possibili soluzioni vengono definiti.
Per rendere efficaci le alleanze per lo sviluppo, la docente ha individuato tre condizioni fondamentali: co-creazione della conoscenza, rafforzamento della capacità istituzionale e collaborazione tra attori diversi lungo l’intera catena della conoscenza. Una partnership paritaria deve infatti contribuire alla sovranità scientifica dei territori, intesa come capacità di produrre conoscenza, individuare le proprie priorità, progettare soluzioni e dialogare con i decisori pubblici.
Colombo ha richiamato, tra gli esempi concreti, la collaborazione avviata in Egitto con Eni Corporate University a supporto della SUT – ELSEWEDY University of Technology, Polytechnic of Egypt, per la progettazione di un percorso universitario in Energy Engineering Technology. Il progetto coinvolge il Politecnico di Milano non solo nella definizione dei contenuti formativi, ma anche nell’analisi delle esigenze del mercato del lavoro, nello sviluppo dei meccanismi di governance e qualità, nel rapporto con il settore privato e nella formazione dei formatori.
Un secondo esempio riguarda ParTTEc, “Partenariati Territoriali per la Transizione Ecologica in Tunisia: co-progettazione di processi e pratiche incentrate sulla persona”, progetto finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS). L’iniziativa riunisce istituzioni tunisine e diversi partner, tra cui Fondazione AVSI, Comune di Milano, Politecnico di Milano, Fondazione Politecnico di Milano e un centro di ricerca locale, con l’obiettivo di sostenere l’attuazione della strategia nazionale tunisina per la transizione ecologica.
In conclusione, Colombo ha sottolineato come alleanze capaci di produrre risultati duraturi richiedano valori condivisi, fiducia e tempo. Solo in questo modo le competenze sviluppate possono consolidarsi nelle istituzioni locali e generare autonomia e capacità di innovazione nel lungo periodo.











