Gestione dei sistemi elettrici nelle Isole Minori: il workshop del Dipartimento di Energia presenta risultati, criticità e prospettive del Tavolo Tecnico
Lo scorso 13 marzo si è svolto al Politecnico di Milano il workshop tecnico dedicato alla gestione dei sistemi elettrici nelle Isole Minori, promosso dal Dipartimento di Energia per presentare i risultati del primo anno di attività del Tavolo tecnico sulla gestione dei sistemi elettrici nelle Isole Minori. L’iniziativa, coordinata dal Dipartimento in collaborazione con UNIEM e con il contributo di rappresentanti del mondo regolatorio, della ricerca e dell’industria, ha offerto un primo quadro organico delle principali sfide che accompagnano la transizione energetica nei sistemi elettrici insulari non interconnessi.
La giornata si è aperta con i saluti istituzionali del prof. Francesco Grimaccia e con l’introduzione del prof. Marco Merlo, seguiti dal contributo di Alessandro Bianco per UNIEM. Il workshop ha poi visto l’intervento di Marco Pasquadibisceglie (ARERA) sul quadro regolatorio ed energetico, la presentazione dei risultati dell’indagine da parte del gruppo di ricerca del Dipartimento e una tavola rotonda con Ettore De Bernardinis (CT316 CEI), Fabio Zanellini (ANIE), Gianni Chianetta (Italia Solare), Francesco Baldi (ENEA), Riccardo Novo (Clean energy for EU islands secretariat – 3E) e Roberto Sannasardo.
Al centro dei lavori è emerso anzitutto il valore strategico delle Isole Minori come laboratorio reale per studiare l’integrazione delle fonti rinnovabili in reti isolate, caratterizzate da bassa inerzia, forte variabilità della domanda e limitate possibilità di compensazione. Il report 2025 chiarisce infatti che l’obiettivo dell’indagine è costruire un quadro d’insieme sulla situazione delle reti elettriche insulari italiane, mettendo in evidenza le criticità connesse alla crescente penetrazione delle FER e ponendo basi condivise per approfondimenti tecnici e regolatori nel 2026.
Uno dei primi risultati riguarda lo status quo energetico delle isole coinvolte nello studio, che conferma scenari molto differenziati ma una tendenza comune: la forte crescita dei fabbisogni nei mesi estivi, legata alla stagionalità turistica.
Tra i casi studio discussi, Favignana evidenzia bene come la crescita del fotovoltaico possa spostare le condizioni di minimo carico residuo dalle ore notturne alle ore centrali delle giornate primaverili, con la tipica “duck curve” e la conseguente riduzione dei gruppi diesel in esercizio. Lipari mostra invece come, al diminuire del contributo dei gruppi rotanti, aumentino le oscillazioni di frequenza e si riducano i margini di controllo del sistema. Pantelleria, già oggi il caso più avanzato in termini di rinnovabili e accumulo, dimostra quanto il coordinamento tra gruppi diesel e sistemi BESS sia già un’esigenza imprescindibile.
Un altro elemento particolarmente rilevante emerso dalle slide e dal report riguarda il potenziale fotovoltaico installabile sui tetti. Attraverso analisi GIS e modelli di irraggiamento, il gruppo di ricerca ha stimato un potenziale di circa 27,25 MW a Lipari, 23,49 MW a Pantelleria e 5,97 MW a Favignana: valori molto significativi se rapportati ai carichi attuali delle isole. Il dato conferma che il tema non è soltanto favorire nuova generazione rinnovabile, ma soprattutto costruire le condizioni tecniche, infrastrutturali e regolatorie per renderla effettivamente gestibile.
Sul piano tecnico, il workshop ha messo in evidenza che l’aumento delle FER rende sempre più delicata la gestione del bilancio di potenza attiva e reattiva. Le simulazioni sviluppate sul caso di Lipari mostrano che la riduzione dell’inerzia accentua le oscillazioni di frequenza, mentre l’integrazione di sistemi di accumulo potrebbe attenuarle in modo significativo, pur non rappresentando, da sola, una soluzione definitiva. Allo stesso tempo, nelle reti BT e MT l’incremento della generazione distribuita pone nuove criticità di regolazione della tensione, che richiedono sistemi di monitoraggio più evoluti, architetture di controllo distribuite e un’interazione più stretta con gli inverter.
Tra i macrotemi più discussi vi è stato poi quello delle protezioni elettriche, destinato a diventare centrale con l’aumento della penetrazione di risorse connesse tramite inverter. Le analisi preliminari indicano che, nel breve termine, alcuni adeguamenti delle logiche esistenti possono ancora garantire un corretto esercizio; nel medio-lungo periodo, però, saranno necessari interventi più profondi, in particolare per la rete di bassa tensione e per lo studio del comportamento in guasto di tecnologie grid-following e grid-forming.
Grande attenzione è stata dedicata anche al contesto regolatorio. Il report evidenzia, come già introdotto, che il nodo principale sia nella gestione complessiva del bilancio energetico in presenza di elevata produzione da FER e carichi limitati. In questo quadro, strumenti di flessibilità come i Flexible Connection Agreements potrebbero essere una possibile soluzione, ma la loro attuazione non è immediata e la soluzione più concreta, oggi, è l’attivazione di iniziative sperimentali sotto il cappello della Delibera ARERA 352/2021.
La tavola rotonda finale ha consentito di allargare il confronto ai temi del monitoraggio di rete, degli SCADA, degli energy management systems, delle telecomunicazioni, delle architetture di controllo e delle prospettive industriali e normative, confermando la necessità di un approccio integrato tra università, imprese, enti regolatori e operatori del settore. Tra i risultati più importanti della giornata vi è proprio la convergenza su alcune priorità per il 2026: sviluppo delle architetture di monitoraggio e controllo, analisi di nuove apparecchiature smart e sistemi di accumulo, approfondimento delle protezioni e definizione di un quadro regolatorio più adatto alla gestione della produzione rinnovabile nelle reti insulari.
© Foto Chiara Casalini – Politecnico di Milano Dipartimento di Energia
«Le Isole Minori rappresentano un contesto particolarmente sfidante ma anche estremamente significativo per comprendere come governare la transizione energetica in sistemi elettrici sempre più rinnovabili. Il lavoro svolto in questo primo anno ci ha permesso di mettere a fuoco criticità tecniche e regolatorie molto concrete e di definire alcune priorità di approfondimento per il 2026, con l’obiettivo di contribuire a soluzioni realistiche, condivise e trasferibili».
Marco Merlo, Docente del Dipartimento di Energia (Politecnico di Milano) e coordinatore scientifico del Tavolo tecnico
Il video del workshop è disponibile su YouTube:
































