Progetto europeo H2SHIFT per l’innovazione nelle tecnologie dell’idrogeno

Il Dipartimento di Energia del Politecnico di Milano partecipa al progetto europeo H2SHIFT – Services for Hydrogen Innovation Facilitation and Testing, finanziato dal programma Horizon Europe, che ha l’obiettivo di accelerare lo sviluppo e la validazione di tecnologie innovative per la produzione di idrogeno attraverso un ecosistema integrato di infrastrutture di test, competenze scientifiche e servizi di supporto all’innovazione.

In questo contesto è attualmente aperta la prima open call del progetto, rivolta a startup e piccole e medie imprese attive lungo la filiera dell’idrogeno, interessate ad accedere a servizi qualificati per lo sviluppo, il testing e lo scale-up delle proprie soluzioni tecnologiche. La call resterà aperta fino al 18 marzo 2026.

All’interno di H2SHIFT, il Dipartimento di Energia contribuisce con attività sperimentali e di analisi avanzata, mettendo a disposizione competenze e infrastrutture di ricerca di alto livello. In particolare, il laboratorio LCCP (Laboratory for Catalysis and Catalytic Processes) è responsabile di una delle attività dimostrative del progetto (TestLine 3), dedicata al testing di un’unità di steam reforming elettrificato di biogas/metano, basata su una configurazione di reattore brevettata.
Le attività prevedono una prima fase di sperimentazione nei laboratori del Politecnico di Milano, con un’unità in grado di produrre fino a 7 Nm³/h di idrogeno, seguita da test su scala più avanzata presso le infrastrutture della TestLine 3, utilizzando biometano purificato e operando in condizioni di funzionamento continuo, con una capacità fino a 20 Nm³/h di idrogeno.

Accanto alle attività sperimentali, il gruppo GECOS (Group for Environmental and Computational Sustainability) del Dipartimento di Energia coordina le attività di Life Cycle Assessment (LCA) del progetto, fornendo un servizio di consulenza ambientale – definito “non-technical service” – a supporto delle imprese coinvolte. Questo servizio è finalizzato alla valutazione degli impatti ambientali e al supporto strategico per lo sviluppo e lo scale-up sostenibile delle tecnologie, ed è integrato nel Single Entry Point, il punto di accesso unico del progetto per le aziende interessate.

«La partecipazione del Dipartimento di Energia a H2SHIFT consente di mettere a sistema competenze sperimentali e di analisi ambientale per accompagnare le imprese nello sviluppo di tecnologie realmente pronte per il mercato», sottolinea Davide Bonalumi, docente del Dipartimento di Energia e referente del progetto. «Il progetto rappresenta un esempio concreto di come la ricerca universitaria possa contribuire in modo diretto alla transizione energetica, supportando l’innovazione industriale sull’idrogeno in una prospettiva europea».

Il progetto H2SHIFT si configura come un Open Innovation Test Bed (OITB) e coinvolge un consorzio di 13 partner industriali, universitari e di ricerca a livello europeo, con il coordinamento di Snam. Oltre alla open call, il progetto prevede eventi di incontro e networking dedicati agli innovatori, con appuntamenti in presenza in diverse città europee.

Tutte le informazioni sulla call e sulle modalità di partecipazione sono disponibili sul sito ufficiale del progetto H2SHIFT https://h2shift.eu/